venerdì, 31 ottobre 2008, 16:51
Imbarazzo
Mia madre trova un nuovo modo ogni giorno per mettermi in imbarazzo.
"Sai, conosco un modo per far andare via i brufoli."
Ah sì? (Io ho notoriamente questo problema.)
"Fare sesso."
MAMMA TI PREGO! *fugge imbarazzata*

Qualche ora dopo (io sono stata tutto il tempo a dormire, distrutta dal viaggio di treni ed autobus in ritardo sotto la pioggia) mia madre mi vede e commenta: "Ma sai che hai meno brufoli?"
Una piccola pausa.
"Ommiodio!"
NO! urlo io.
Non ci posso credere, ma tutte le madri saranno così?
E questa sera festa nonsodove nonsodachi nonsoperché e nonhovoglia.

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mercoledì, 29 ottobre 2008, 15:47
YuBo
YuBo WAVE ritorna. Personalmente parlando, non l'evento della community.
Ho voglia di leggere il manga di beyblade e slashare YuBo XD KYA

[MssZenzy | # | commenti (1) | beyblade]

 

martedì, 28 ottobre 2008, 08:13
This corner of the earth
Every sunflower, cloud and every tree
I feel so much a part of this
Nature's got me high and it's beautiful

[MssZenzy | # | commenti | come gira il mondo, musica ed amv]

 

sabato, 25 ottobre 2008, 07:37
Una rassicurante opinione unica

[MssZenzy | # | commenti (1) | come gira il mondo, musica ed amv]

 

giovedì, 23 ottobre 2008, 17:26
Nature
Se non lo leggete mi ARRABBIO.

“Nature” denuncia gli interventi del governo sull’università e la ricerca
Venerdì 17 Ottobre 2008, 14:00
Archiviato in: Uncategorized

Fa piacere sapere che non siamo soli, e che l’appello di Dica 133 evidentemente non è il prodotto di un manipolo di sovversivi estremisti… In questo caso a parlare è la rivista “Nature”, una delle più antiche ed importanti riviste scientifiche esistenti, forse in assoluto quella considerata di maggior prestigio nell’ambito della comunità scientifica internazionale.

L’ultimo numero di Nature dedica alle riforme portate avanti dal governo italiano un editoriale e un articolo, entrambi molto duri. Riproduciamo qui l’editoriale, tradotto. L’originale inglese può essere letto qui.

Risparmi all’ultimo sangue

Nel tentativo di dare spinta alla sua arrancante economia, il Governo italiano si sta concentrando su obiettivi facili ma poco saggi

In Italia sono tempi cupi e pieni di rabbia per gli scienziati, costretti a fronteggiare un Governo che porta avanti la propria filosofia di riduzione dei costi. La scorsa settimana, decine di migliaia di ricercatori hanno invaso le strade per rendere visibile la loro opposizione al decreto proposto, finalizzato a mettere sotto controllo la spesa pubblica. Se passasse, come è probabile, il decreto eliminerebbe quasi 2000 ricercatori precari, che sono la spina dorsale delle istituzioni di ricerca del Paese in grave carenza di organico (e circa la metà dei quali era già stata sottoposta a selezione per un posto a tempo indeterminato).

Nonostante la protesta degli scienziati, il Governo di centro-destra di Berlusconi, entrato in carica a maggio, ha decretato che i fondi sia dell’Università, sia della ricerca possono essere impiegati per mettere in sicurezza le banche e gli istituti di credito italiani. Non è la prima volta che Berlusconi prende di mira le Università. Ad agosto, ha emanato un decreto che riduce del 10% il finanziamento delle Università, consentendo di assumere solo un dipendente ogni cinque pensionati. Il decreto permetteva inoltre alle Università di trasformarsi in Fondazioni private, allo scopo di rastrellare entrate aggiuntive. Stante il clima attuale, i Rettori ritengono che quest’ultimo aspetto verrà utilizzato per giustificare ulteriori tagli al budget, e che alla fine li costringerà ad abbandonare i corsi di laurea che hanno scarso valore economico, come gli studi umanistici, o la scienza di base. Poiché la bomba è scoppiata all’inizio delle vacanze estive, le conseguenze sono state pienamente comprese troppo tardi, dal momento che il decreto è in via di trasformazione in legge.

Nel frattempo, il Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, Mariastella Gelmini, ha mantenuto un silenzio completo sulle questioni relative al suo Ministero, a parte la scuola secondaria, e ha permesso che decisioni di Governo pesanti e distruttive fossero adottate senza sollevare obiezioni. Ha rifiutato di incontrare scienziati ed accademici per ascoltare le loro preoccupazioni, o per spiegare loro le scelte politiche che sembrano richiedere i sacrifici. E non ha neppure delegato un Sottosegretario per trattare la materia al suo posto.

Le organizzazioni scientifiche interessate dal decreto sono state invece ricevute dall’estensore del provvedimento, Renato Brunetta, Ministro della Funzione Pubblica e dell’Innovazione. Brunetta sostiene che si può fare poco per fermare o cambiare il decreto (anche se è ancora in discussione nelle Commissioni e deve ancora essere votato da entrambe le Camere). In un’intervista, Brunetta ha anche paragonato i ricercatori ai capitani di ventura, mercenari rinascimentali, dicendo che stabilizzarli a tempo indeterminato sarebbe “un po’ come ucciderli”. Questa affermazione travisa un argomento che i ricercatori hanno sostenuto: che la base scientifica di qualsiasi Paese richiede un sano rapporto tra lavoro stabile e lavoro flessibile, con quest’ultimo (come i contratti post-doc) che deve circolare in laboratori di ricerca stabili, solidi e ben equipaggiati. Gli scienziati hanno provato a spiegare a Brunetta che in Italia questo rapporto è diventato molto perverso.

Il Governo Berlusconi può anche pensare che tagli draconiani ai finanziamenti siano necessari, ma i suoi attacchi alla ricerca di base italiana sono stolti e miopi. Il Governo ha trattato la ricerca esattamente come qualsiasi spesa da tagliare, mentre in realtà deve essere considerata un investimento per la costruzione dell’economia della conoscenza del ventunesimo secolo. In effetti, l’Italia ha già sottoscritto questo approccio, firmando l’Agenda di Lisbona 2000 dell’Unione Europea, nella quale gli Stati membri si impegnavano ad innalzare i loro investimenti in Ricerca e Sviluppo al 3% del Prodotto Interno Lordo. L’Italia, membro del G8, ha una delle spese per Ricerca e Sviluppo più basse del gruppo (a stento l’1,1%, meno di metà di Paesi comparabili come Francia e Germania).

Bisogna che il Governo guardi oltre ai guadagni a breve termine permessi da un sistema di decreti consentiti da Ministri ossequiosi. Se vuole preparare un futuro credibile per l’Italia, come dovrebbe, non dovrebbe prendere pigramente a riferimento il passato lontano, ma capire come funziona la ricerca in Europa oggi.

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E' il genere di persona che si accorge di aver dimenticato le chiavi di casa nel momento in cui chiude la porta dietro di sé. E' una fangirl doc ed è ossessionata da un'infinità di argomenti. Vede yaoi ovunque e slasha di tutto. Se le chiederete perché vi risponderà con un 'Ho slashato per molto meno' che in realtà non significa proprio nulla.
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